venerdì 25 febbraio 2011

Stati Uniti sotto shock: nella clinica abortista bambini massacrati

Gli Stati Uniti sono sotto shock per una vicenda che riguarda ancora le cliniche abortiste. Sotto accusa è anche finito Kermit Gosnell, noto medico abortista di Philadelphia, specializzato in aborti tardivi da ben 30 anni, incriminato -assieme alla moglie e a nove suoi collaboratori- per la morte di una paziente, Karnamaya Mongar, e per aver ucciso sette bambini nati vivi nella sua clinica di salute, la Gosnell West Philadelphia Women’s Medical Society. La relazione della Grand Jury, reperibile qui,ha rilevato che i bambini sono stati fatti nascere per poi essere massacrati tagliando loro il midollo spinale con delle forbici. La crudeltà degli episodi ha spinto l’Arcidiocesi di Philadelphia ad intervenire dichiarando che: «Le ripetute azioni di Dr Gosnell e il suo staff sono ripugnanti e intrinsecamente malefiche nel loro disprezzo per la vita del nascituro e il benessere delle donne che hanno cercato i loro servizi. Siamo pronti ad assistere con servizi di supporto le donne che hanno subito questi aborti e siamo pronti ad offrire degna sepoltura ai bambini abortiti». Il procuratore distrettuale Seth Williams ha dichiarato in una nota che i bambini erano «vivi e in salute». Inoltre ha parlato della probabilità che centinaia di altri bambini siano morti nella clinica tra il 1979 e il 2010.
Williams ha anche aggiunto che nell’incursione dell’FBI, gli agenti hanno trovato, sparsi per tutta la clinica, dei vasi con piedi di bambini, contenitori come brocche di latte, recipienti per cibo dei gatti e sacchetti, contenenti feti abortiti. Mobili e pavimenti erano macchiati di sangue e urina. Molti membri del personale sono stati inoltre trovati privi di licenza. In un rapporto di 260 pagine, la grande giuria ha definito la clinica un «ossario per bambini». Il rapporto contiene vivide descrizioni delle procedure e foto dei bambini morti (o almeno dei loro resti). Come si è detto, la clinica abortista procurava frequentemente aborti a bambini di 24-32 settimane di gestazione, nonostante per le legge della Pennsylvania fosse vietato. Gli agenti dell’FBI hanno descritto la struttura abortista con termini come “deplorevole”, “sporca”, “disgustosa” e “insalubre, molto arretrata, orrenda”, si legge sempre nel rapporto. Un tanfo di urina riempiva l’aria mentre feci di gatto si trovavano sulle scale. I membri del personale (tra cul la moglie di Gosnell) sono accusati di omicidio, aborto illegale, cospirazione, racket, ostacolo dell’accusa, manomissione, ostruzione alla giustizia, furto con inganno, falsa testimonianza e corruzione di un minore. La giuria ha quindi proposto raccomandazioni per i governi statali e locali a prendere in considerazione la possibilità di modificare e disciplinare il lavoro all’interno delle cliniche abortiste.

http://www.nocensura.com/2011/02/stati-uniti-sotto-shock-nella-clinica.html


martedì 11 gennaio 2011

Studio dell'università di Torino: negli ultimi due mesi di gravidanza il feto percepisce le sagome

Nel grembo materno non è così buio perché penetra luce dall’esterno (soprattutto in estate e se la gestante indossa abiti leggeri) e il feto negli ultimi mesi di gravidanza può probabilmente cogliere con lo sguardo qualche dettaglio del suo primo “nido” e magari anche le sue manine e i suoi piedini, imparando i primi “rudimenti” di coordinazione visivo-motoria. È quanto emerso dallo studio di Marco Del Giudice del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.
«Ho misurato la quantità di luce che passa attraverso vari tessuti corporei (muscolo e grasso) e diversi tipi di vestiti - spiega Del Giudice - poi ho creato un semplice modello basato sullo spessore della pancia della madre e sulla presenza o meno di vestiti e visto quanta luce può penetrare in utero». Pubblicato sulla rivista Developmental Psychobiology, «è il primo studio a suggerire che ci possa essere esperienza visiva prima della nascita nell’uomo - dichiara Del Giudice - l’argomento non è mai stato studiato in dettaglio prima d’ora».
«Finora si pensava che l’ambiente uterino fosse troppo buio per permettere la visione», aggiunge Del Giudice, questo studio dimostra invece che di luce ne penetra a sufficienza per consentire al piccolo di vedere ciò che lo circonda. Gli occhi del feto maturano abbastanza tardi: prima le palpebre sono chiuse e “fuse” insieme; di solito iniziano ad aprirsi al sesto mese, spiega Del Giudice. «Verso il settimo mese i feti hanno la capacità di orientare lo sguardo e fissare un punto nello spazio - aggiunge il ricercatore - anche se questa abilità potrebbe essere già presente al sesto mese (studi hanno registrato l’attività cerebrale dei feti mentre si faceva passare un flash di luce attraverso la pancia della madre). Si può dire che tra il settimo e il nono mese i feti possono aprire gli occhi e sono capaci di dirigere lo sguardo verso degli oggetti».
Si sa anche che i feti sono miopi, continua il ricercatore, e che probabilmente vedono meglio quando la luce è scarsa.


http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20110111&ediz=20_CITTA&npag=13&file=C_308.xml&type=STANDARD