lunedì 26 luglio 2010

Intervista a Valter Tarantini

INTERVISTA AD UN MEDICO ABORTISTA CHE SPIEGA, IN TUTTA ONESTA', ALCUNE VERITA' CHE NESSUNO VUOL SENTIRE: le donne che abortiscono di più sono istruite e danarose, infatti la vera causa degli aborti non é la povertà ma la banalità della vita

da Tempi

Dopo una vita spesa negli ospedali di tutto il mondo – oggi si divide fra la ASL di Forlì e una clinica svizzera. Valter Tarantini ha 61 anni, fa il ginecologo e dal 1978, anno in cui l’aborto divenne legge, pratica interruzioni volontarie di gravidanza. Ne ha fatte a migliaia: 300 l’anno circa. Quindi, più o meno, 10 mila in una vita. A lui la rivista Tempi ha chiesto che cosa è cambiato dall’entrata in vigore della legge.


DOTTOR TARANTINI, DALLA LEGISLAZIONE SULL’ABORTO AD OGGI SI DICE CHE LE RECIDIVE SIANO AUMENTATE. CONFERMA?

Oggi l’aborto non è più l’estrema ratio. Interrompere una gravidanza è diventato una cosa normalissima. Anzi, meno importante di altre. Prima lo si faceva per combattere la morale! Il frutto che vedo oggi è che la morale non c’è più, e che l’80% delle mie pazienti sono recidive. Ogni paziente ha avuto in media dai 3 ai 6 aborti. Ma ho incontrato anche una donna che era al quarantesimo aborto.


COME SPIEGA CHE TANTE DONNE PREFERISCANO L’ABORTO ALLA CONTRACCEZIONE?

L’aborto stesso con la 194 lo è diventato. Perciò dico che questa legge controlla le nascite, e che sbaglia chi dice che in grazia alla sua buona applicazione gli aborti sono diminuiti. Se li contiamo in rapporto ai bambini nati, si vede che non hanno fatto che aumentare.


QUINDI NON HA SENSO MIGLIORARE L’ACCESSO ALLA CONTRACCEZIONE PER LE DONNE?

Macché, le peggiori recidive sono ricche e istruite e sanno benissimo che cos’è la contraccezione. Ma per loro l’aborto è un fatto così banale, che è uguale a prendere la pillola. Ma c’è differenza! Anzi, per alcune è meglio. «Sa dottore, la pillola fa male. Mi fa ingrassare!». Siccome la contraccezione richiede impegno, l’aborto gli sembra più veloce ancora. Alcune avranno anche problemi psicologici, ma la maggior parte pensa solo alla cosa più comoda.


MA PERCHÉ, SE LE STATISTICHE MOSTRANO CHE LE RECIDIVE SONO IN AUMENTO, NESSUNO NE PARLA?

Perché sarebbe ammettere che il sistema sanitario italiano è fallito per colpa nostra. Invece, che la 194 sia un fallimento, è un’evidenza! Anche se applicassimo al meglio la prima parte potenziando la prevenzione e i consultori. Puoi cercare qualsiasi risoluzione, ma il problema è che se una non pensa che la vita del figlio sia più importante di tutti i problemi, non si risolve nulla. Prima, avere bambini, era tutto: i nostri vecchi davano la vita ed erano più contenti di noi. Mi chiedo perché sia sparito tutto questo, perché si sia perso il senso della vita. Le faccio degli esempi: una ragazza di 25 anni è arrivata con l’amica ridacchiando a chiedere l’aborto… Vedono il bambino nel monitor e iniziano a ridere. “Che carino! – dicevano – Guarda come si muove!”. Oppure, penso a una che mi disse: “Dottore, non è che mi lascia la foto dell’ecografia come ricordo?”.

Per non parlare delle domande più frequenti: «Dottore, era maschio o femmina? Quando posso avere rapporti sessuali? Quando posso mangiare?


VEDE DELLE SOLUZIONI?

Ho proposto a Gianfranco Fini e alla Lega di far pagare l’aborto, non nel privato, sennò ci speculerebbero sopra, ma restando nel pubblico. Non vedo infatti perché i contribuenti debbano pagare 1300 euro a una persona che non è malata, sta bene, non ha problemi.


COME GIUDICA LA VIA LOMBARDA DI STANZIARE FONDI PER I CENTRI DI AIUTO ALLA VITA?

Non risolve il problema! Quella economica è solo una motivazione in più, non la principale! Anzi, le ripeto, le più incallite sono le benestanti. Le extracomunitarie sono forse le uniche che sono dilaniate dal dramma. Le recidive poi, l’assistente sociale non la vogliono nemmeno vedere. Un figlio non lo tieni per un assegno, lo tieni per altro! Il problema è a monte. Il punto è il rifiuto della maternità.


SE UNA PAZIENTE RICHIEDE UN ABORTO PER MOTIVI INCONSISTENTI, LEI CHE È MEDICO NON OBIETTORE PUÒ RIFIUTARSI DI INTERVENIRE?

Se lo facessi finirei su tutti i giornali, che mi denuncerebbero, perché ho violato la legge! Formalmente una donna un motivo lo trova sempre. Tempo fa venne da me una coppia giovane e benestante che aveva deciso di abortire un figlio. Domandai perché. Mi risposero che era un po’ presto per avere figli. «E quando avete intensione di averne?», chiesi. «Mah, l’anno prossimo», risposero. E chiaro che in quel caso il motivo non sussisteva, ma ne hanno trovato uno. Ti dicono che sen on lo fai si buttano giù dalla finestra… che gli rovini la carriera! Per questo tanti (medici) hanno iniziato a fare obiezione. Scappano tutti!


MA LA RU486, NON PEGGIORA LE COSE?

È solo una conseguenza! L’aborto è un affare sporco che nessuno vuole più guardare! Né i medici, né la società, né le donne che non sanno più di che si tratta.


LEI AFFERMA CHE OCCORRE SCOPRIRE IL VALORE DELLA MATERNITÀ. LEI NON PUÒ AIUTARE LE DONNE CHE INCONTRA, IN QUESTO PERCORSO?

Ma non vede che sfascio? Penso che non servirebbe a nulla. prima c’erano gli ideali. La vita si dava per qualcosa. Oggi non interessa più nulla, se non il piacere passeggero, l’edonismo sfrenato! Mia madre invece mi ha voluto bene. Si faceva il mazzo per me, e anche a suon di schiaffi mi diceva cos’era bene e cos’era male.


E ALLORA, NON SAREBBE OPPORTUNO FARLO ANCHE CON LE SUE PAZIENTI?

Non so se mi ascolterebbero. Mi darebbero del rompipalle! Non basta nemmeno quando gli dico che il figlio è un bene sempre e comunque e che è vita dall’inizio.


SE PENSA A QUESTE COSE, PERCHÉ CONTINUA A PRATICARE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA?

Ho iniziato perché a 25 anni ho visto morire due donne per aborto clandestino. Non vorrei tornassimo a situazioni di questo genere. Lo faccio per quelle poche che mi sembrano disperate.


MA MAGARI LASCEREBBE UN SEGNO MAGGIORE SE, COME I SUOI GENITORI HANNO FATTO CON LEI, INDICASSE UN IDEALE PIÙ ALTO: QUELLO DEL VALORE DELLA VITA, INVECE CHE CORRERE AI RIPARI METTENDO A TACERE LE COSCIENZE?

Non so. Io non basto. Tutto il mondo continuerebbe a dire il contrario. Quest’epoca assomiglia all’Impero romano in decadenza con i barbari che avanzano. Noi, anziché combatterli, diventiamo come loro! Cosa posso fare io da solo, se smettessi di fare gli aborti?


CONCLUSIONE: I MONACI ALLA CADUTA DELL’IMPERO HANNO RICOSTRUITO TUTTO DA SOLI E RIEDUCATO PERSINO I BARBARI.

FORSE NOI CRISTIANI ABBIAMO CALATO LE BRAGHE. CI SIAMO VERGOGNATI DEL CRISTIANESIMO. UN TEMPO I CRISTIANI SI FACEVANO MANGIARE DAI LEONI. OGGI NOI SCAPPIAMO. UN TEMPO AMAVANO I FIGLI, OGGI LI UCCIDIAMO! FORSE IL “PROBLEMA A MONTE” SIAMO PROPRIO NOI. E I BARBARI, INVECE CHE CAMBIARE, ARRIVANO QUI, E CI TRASFORMANO LORO.


Fonte: Tempi, 17 giugno 2010

domenica 11 luglio 2010

Sarà per questo che si pubblicizza l'aborto in Inghilterra?

La Cina è vicina?

di Giorgio Mattiuzzo

Tutti i bambini nati in eccesso rispetto
a ciò che sarebbe necessario al mantenimento
della popolazione a questo livello debbono
necessariamente perire, a meno che per loro
non sia fatto posto dalla morte di persone adulte

Thomas Robert Malthus

La licenza di avere dei bambini
a piacimento è un qualcosa che
mi ha preoccupato per molto tempo,
a tal punto da suggerire [...]
una restrizione al diritto di avere un figlio.

Maurice Strong

Tra chi indaga i fatti mondiali cercando di vedere al di là del velo delle apparenze, ve ne sono alcuni che ritengono sia in atto da parte di importanti organizzazioni internazionali una strategia a lungo termine che ha come scopo la modifica delle attuali strutture politiche ed economiche globali, che starebbero portando l'intero pianeta verso la distruzione ecologica. Alla base delle questioni ambientaliste vi sarebbe il rapporto che il genere umano ha con l'ambiente che lo ospita, e quindi secondo queste visioni ecologiste l'umanità andrebbe drasticamente ridotta di numero per mezzo di politiche statali e sovranazionali di controllo delle nascite.

Non mancano in realtà le testimonianze di importanti personalità della scena mondiale a favore di una decrescita del numero di esseri umani sulla Terra, a favore di un rinnovato equilibrio tra Gaia (così viene definito il nostro pianeta, riprendendo un termine della mitologia classica), l'Uomo e le risorse naturali. Va da sé che per ridurre la popolazione umana si può operare soltanto in due modi. Aumentanto la mortalità o diminuendo la natalità. Per avere una riduzione sensibile della popolazione mondiale, è inutile dire che si può operare ...

... in uno dei due modi, o entrambi. O si provoca la morte di milioni di persone, o si impedisce la nascita di milioni di bambini. Genocidio o eugenetica.

La storia ci insegna che il genocidio e l'eugenetica non sono metodologie sconosciute a chi governa, e che il numero di nati e morti ha sempre esercitato un fascino perverso su certi governanti. Mussolini chiedeva agli italiani di fare figli, tanti figli, per poter un giorno schierare un milione di baionette sul campo di battaglia. Hitler era più linneiano, amava classificare gli individui in base ai tratti somatici, e aveva costruito il suo successo politico predicando la liberazione del suolo germanico dalla razza ebraica e la creazione di una pura razza ariana attraverso la selezione eugenetica. In Cina, ai giorni nostri, lo Stato impone alle donne di avere un solo figlio. E per chi trasgredisce non c'è pietà.

Tuttavia questi sono casi di dittature, di governi totalitari che si fondano sulla violenza e sulla coercizione. Queste cose non possono accadere anche da noi. Ma in Inghilterra sì.

Il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato una notizia quasi irreale. Secondo il giornale, lo Optimum Population Trust avverte che il Regno Unito ha assoluta necessità di diminuire il suo tasso di natalità e di portare le famiglie ad avere un massimo di due figli per evitare un futuro disastro ecologico. Infatti, secondo questo gruppo di studio, ogni frugoletto che nasce in Inghilterra costituisce un peso non sostenibile per l'ambiente.

Andando a visitare il sito di questo Optimum Population Trust scopriamo che è una associazione senza scopo di lucro, apartitica e apolitica, che non riceve finanziamenti dal governo ed ha sede in Inghilterra. Da quello che si può leggere nelle pagine del sito, si scopre che esso è “il più importante think tank del Regno Unito impegnato a studiare l'impatto sull'ambiente della crescita della popolazione” e che intende “promuovere ed incoraggiare la ricerca per determinare quali siano i livelli di popolazione umana ottimali ed ecologicamente sostenibili”.

L'articolo del Guardian ci informa di politiche di presa di coscienza da parte della cittadinanza riguardo a questi temi, e si focalizza sul problema delle giovani adolescenti che hanno bambini senza volerlo.

Ma il comunicato stampa dell'Optimum Population Trust dice qualcosa di profondamente diverso: “I Governi possono essere obblicati ad introdurre limiti obbligatori alla grandezza delle famiglie se non si intraprendono azioni urgenti per fermare la crescita della popolazione attraverso una pianificazione familiare volontaria”.

Come esempio di politiche efficaci vengono portate quelle dell'Iran e quelle della Cina.

Il rischio sarebbe molto alto. “Una combinazione di elevata popolazione e aumento dei livelli dei consumi significa che l'umanità attualmente sta eccedendo la capacità biologica della Terra del 25% ogni anno. Entro il 2050, quando si stima che la popolazione mondiale sarà di 9,2 miliardi – un incremento del di 2,7 miliardi rispetto agli attuali 6,7 – gli umani sfrutteranno la biocapacità di due Terre.”

“Senza prendere l'iniziativa, l'eccesso di umani – la prima causa di tutte le carenze di risorse – potrebbe far diventare alcune parti del pianeta inabitabili, con i governi spinti a misure di controllo della popolazione coercitive, come un male deplorevole ma minore rispetto a conflitti e sofferenza senza precedenti.”

Riportiamo alcune conclusione del rapporto del Trust:

*Ogni nazione, Regno Unito incluso, necessita di un politica della popolazione.

*Il Governo dovrebbe introdurre delle linee guida per le coppie perché si fermino a due bambini o perché abbiano un figlio di meno
[“have one child less” in inglese], e che vengano appoggiate dalle scuole, dai media e dai gruppi ambientalisti.

*Le pressioni politiche ed economiche per aumentare il tassi di natalità sono “semplicistiche senza speranza” e dovrebbero essere ostacolate. “Ben lontani dalla paura di “mancanza di bambini”, quasi tutte le nazioni possono accogliere tassi di fertilità al livello zero o inferiore”.


Sui libri di storia ci indignamo quando sentiamo parlare di politiche eugenetiche dei regimi fascisti. Al telegiornale ci indignamo quando sentiamo parlare di aborti obbligatori inflitti dalle autorità cinesi sulle donne. Ma quando queste cose avvengono in casa nostra, come reagiamo? E soprattutto, è sufficiente affermare che lo si fa per il bene dell'ambiente per accettare senza riserve un siffatta visione del mondo?

Giorgio Mattiuzzo (Pausania)

Fonti:

UK needs a two-child limit, says population report, The Guardian Unlimited, 11/7/2007.
Compulsory limits on births “may become unavoidable”, OPT News Release, 11/7/2007.
J. Gillebaude, Youthquake. Population, fertility and environment in the 21st Century, OPT 2007.

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1921

sabato 3 luglio 2010

La politica del figlio unico in Cina

Un dossier della Laogai Foundation del dissidente Wu denuncia crimini e crudeltà della politica del figlio unico Negli atti ufficiali dei municipi si cantano le lodi dell’eugenetica. Sembrano carte naziste - «Le donne in età fertile con un figlio devono sottoporsi all’inserimento chirurgico della spirale entro 2 mesi dal parto. Quelle che non lo faranno entro 4 mesi saranno sterilizzate senza eccezioni». Siamo in Cina, e questo è il comma «A» dell’art. 2 delle Direttive per migliorare la realizzazione degli obiettivi di pianificazione familiare, emesse il 1° gennaio 1996 dall’Ufficio per la pianificazione familiare della città di Yonghe. È solo uno di molti documenti vigenti nella Cina postcomunista che celebra ora i 60 anni di vita mostrando al mondo i muscoli militari; la Cina di oggi, impenitente e solo ristrutturata, straordinario e riuscito caso di perestroika che paghiamo noi acquistando merce o taroccata o cheap frutto del lavoro schiavistico di migliaia di campi di detenzione. Eccone un altro: «In ottemperanza», bla bla bla, «città, municipi e unità di lavoro devono vigorosamente darsi da fare per fare pubblicità e diffondere le conoscenze di base dell’eugentica, della ginecologia, dell’ostetricia e della pediatria». Eugenetica! E non è Adolf Hitler, grande fan di quella «scienza nuova» fondata da Sir Francis Galton, cugino di Charles Darwin, ma il punto 5 del capitolo III, dei Provvedimenti del Governo del popolo della contea di Wuqing in relazione alla completa applicazione delle norme del Municipio di Tianjin (1991) sulla pianificazione familiare. E un altro: «Per migliorare la qualità delle statistiche della pianificazione familiare, per porre fine a rapporti artefatti o non consegnati, per assicurare l’autenticità dei dati statistici demografici, per ubbidire allo spirito di ricerca della verità, riportare la verità, dire la verità, per la crescita di tendenza positiva nei dati sulla sanità, per migliorare lo stile di lavoro in modo pratico ed efficiente, per migliorare le nostre attività di pianificazione familiare, basandoci sui dati delle nostre ricerche, abbiamo deciso di creare un sistema informativo remunerato con lo scopo di scoprire le omissioni e i dati nei rapporti di nascita, i primi matrimoni, le donne fertili fuori controllo ecc.» (Avviso sulla creazione di un sistema di informazioni retribuite, Quanzhou, 1998). Assoldano spie.
Leggo tutto nel libro “Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina” (Guerini, Milano, pagg.186, euro 21,5) prodotto dalla Laogai Research Foundation di Washington e in edizione italiana curato da Francesca Romana Poleggi e Antonello «Toni» Brandi, infaticabile presidente della sezione italiana della Fondazione. Che di suo è quella preziosissima, creata e diretta da Harry Wu, classe 1937, dissidente cinese che si è fatto la bellezza di 19 anni nei lager del comunismo asiatico, appunto i laogai. I cinesi sono oggi un miliardo e 300 milioni. Troppi per il governo, che sembra avere imparato a memoria la lezione settecentesca del reverendo anglicano Thomas Robert Malthus stando al quale la cara vecchia Terra non ce la farebbe a stare dietro a tutte le bocche da sfamare. O quasi. Nonostante i neomalthusiani, infatti, Malthus proponeva solo la paternità responsabile, ovvero l’astinenza; non certo la sterilizzazione di uomini e donne trattati alla stregua di bestie, o l’aborto coatto. Peraltro, detto tra noi, Malthus, ha cannato alla grande ogni valutazione, come documentano studiosi di tutte le estrazioni, persino nelle austere aule della Banca Mondiale. Evidentemente, però, in Cina queste sono sottigliezze. Tant’è vero che impera il rigido criterio politico dell’una e una sola creatura per famiglia, il resto in pattumiera. Oltre il primogenito, infatti, anzi l’unicogenito, lo Stato-partito costringe le donne all’aborto; se però il nascituro è femmina (le donne sono ritenute di scarsissimo valore sociale), scatta l’aborto eugenetico anche alla prima gravidanza. Qualora qualcosa sfuggisse, sarebbero dolori: arresti per le madri, i padri e i parenti, vessazioni, persino torture. All’inizio, dopo aver fondato il 1° ottobre 1949, la comunistissima Repubblica Popolare Cinese, Mao Zedong si mise a predicare un «andate e moltiplicatevi» funzionale alle strategie espansionistiche e produttive dell’epoca (più la necessità di ripianare i buchi demografici dovuti alle guerre civili e alle lotte interne). Un po’ Mao s’ispirò all’Unione Sovietica staliniana che premiava le «madri patriottiche». Ma nel 1953 il censimento contò 600 milioni di abitanti, troppi da seguire, controllare, punire. Nel mezzo ci mise lo zampino pure l’«economista» Ma Yinchu, che scrisse, lo fanno tutti, un libro, “Il controllo della popolazione e la ricerca scientifica”. Se qualcuno ha presente cosa successe in Urss quando l’agronomo staliniano Trofim D. Lysenko applicò il lamarckismo alla coltivazione del grano, capisce bene cosa succede quando certa gente usa la parola «scienza». La ricreazione cinese finì allora nel 1964 quando il Pc cambiò rotta creando la Commissione per la pianificazione familiare, presentata come un invito alla sorveglianza demografica volontaria. Solo che i cinesi non ascoltavano, e figliavano, e così a partire dal 1979 il controllo della popolazione è divenuto obbligatorio. E vige ancora oggi, dal 2002 solo formalizzato, razionalizzato con apposita legge. Il libro della Laogai Foundation produce documenti a valanga. Dalle cellule locali di partito dipendono il bello e il cattivo tempo. Se un secondo figlio scappa alla programmazione, lo si finisce in fretta dopo il parto. L’unica eccezione sono certe zone rurali del Paese, dove alle coppie è consentito avere un secondogenito se il primo è nato, che rogna, femmina... Quelli che scampano al boia alimentano il commercio degli infanti. Nel marzo 2003, 28 bimbe sono state rinvenute in autobus in viaggio dal Guagxi all’Anhui. «Le neonate erano drogate e rinchiuse dentro borse di nylon». Alla mal parata ci sono i tuguri detti «orfanotrofi della morte» dove finiscono di preferenza le bimbe, sempre loro, e gli handicappati. E i feti dei bimbi abortiti? Scatenate l’immaginazione. Il cannibalismo dell’era maoista è oramai ampiamente documentato in diversi testi seri (non tradotti), e non solo per fame, ma pure per rito: mangiare i «nemici del popolo» è umiliarli e vincerli in eterno. Che però ciò avvenga ancora oggi, e a danno di bimbi, per di più abortiti, è raccapricciante. Il libro della Laogai Foundation pubblica un ennesimo documento, timbro rosso e intestazione dell’Ospedale ostetrico e ginecologico di Nanjiing, un foglietto con su scritto: «Il presente buono non è in vendita. Vale una placenta. Scade il 13/12/1997». Cannibalismo legale. I lavoratori degli ospedali che hanno accesso alle placente spesso le mangiano. Dicono sia «cibo salutare ed energetico». Non perdetevi il settimo capitolo di “Strage di innocenti”, dove si racconta che l’Unfpa, l’agenzia Onu sulla popolazione mondiale, appoggia, finanzia e tace, così come pure gli Stati Uniti, con George W. Bush jr. no, ma con Bill Clinton prima e ora Barack Hussein Obama sì.

Marco RESPINTI