sabato 26 giugno 2010

Risposta alle polemiche di un gruppetto di femministe

Quello che mi chiedo oggi é come si possa parlare male di una persona per partito preso o per sentito dire, senza conoscerla, senza conoscerne il pensiero, senza avere informazioni di prima mano, senza avere mai letto un brano scritto da chi si sta contestando.

"Tale Maria Gangemi" aveva segnalato da tempo che la pillola abortiva é superata all'estero e che é stata introdotta in Italia solo per supportare l'industria farmaceutica.

R
icordo ancora che l'Italia ha una tradizione culturale ricca e antichissima e, sebbene sia lodevole studiare come si vive all'estero e confrontarsi con gli altri paesi, bisogna sempre tenere a mente che in nazioni che si professano civilissime é ancora in vigore la pena di morte.

Dunque non tutto ciò che si fa fuori dall'Italia é più giusto, più democratico, più civile.
Ci sono paesi che nel silenzio si sono macchiati di crimini gravissimi nei confronti dei propri cittadini (D'Antonio Michael, La rivolta dei figli dello Stato, Fandango ISBN 8887517584).

Ricordo anche che questo blog si chiama "Riflettendocisu" e ne ho enunciato lo scopo nel primo post.
Non propongo verità assolute, ma inviti alla riflessione su determinati argomenti.


Il post che viene contestato nella discussione a cui rispondo é inoltre ben documentato.

Ho riportato diverse fonti tra cui alcune cattoliche che ritengo attendibili.

Ho tenuto conto che per quanto ci si sforzi di essere obiettivi, alla fine ogni testo si concretizza in un punto di vista.
Ci sono libri che per motivi ideologici escludono la consultazione di alcune fonti o glissano su determinati argomenti.

Non credo che esistano fonti non manipolate.

Dopo avere consultato diversi libri, sono giunta alla conclusione che nel lungo percorso che ha portato alla legalizzazione dell'aborto un ruolo decisivo sia stato svolto dalla preoccupazione per l'incremento demografico e dall'eugenetica.

Medici e scienziati sanno benissimo che l'embrione é vita dall'inizio, ma non si fa nulla di serio per evitare l'aborto proprio per i motivi citati sopra.

A noi europee hanno insegnato che interrompere la gravidanza é un diritto, altrove le donne vengono costrette alla sterilizzazione o all'aborto.

Come persona che pensa, in questo diritto non ci credo.
Voi femministe siete libere di credere che lo sia e rimanete libere di esercitarlo.

Io penso che tutte le vite siano degne di essere vissute, ma non ho mai giudicato nessuno.
Rispetto gli altri punti di vista, continuo a confrontarmi con gli altri e non mi nascondo dietro un nickname.

Quello che mi chiedo ancora una volta é quante donne sappiano cosa sia un aborto.

A chi mi ha criticata rispondo che
purtroppo c'é gente che spesso, dietro la parvenza di una cultura vastissima, nasconde l'incapacità di esprimere opinioni proprie.

Così si può leggere e imparare tantissimo senza capire ciò che si sta apprendendo o si può arrivare a criticare qualcosa o una persona senza motivi validi o per sentito dire.

Le idee politiche possono imprigionare le menti e privarle della capacità di valutare idee diverse, quanto e ancora più dei dogmi religiosi.

Concludo dicendo che i popoli che uccidono sistematicamente i propri figli sono destinati a estinguersi.

Come ho detto altrove, per quanto gloriose possano essere le nostre vite, i figli sono tutto ciò che rimarrà di noi.





sabato 12 giugno 2010

L'imbroglio dei capitalisti



In grassetto i link alle fonti dell'articolo, altri documenti nella colonna a destra



Sappiamo bene che
la storia é scritta dai vincitori e dai potenti.

Le élite scrivono i libri e promuovono delle idee che di epoca in epoca diventano dominanti.

Forse é stato così anche per la storia della legalizzazione dell'aborto e per la creazione del consenso sulle masse.

Ufficialmente le donne meritavano di essere liberate e gli aborti clandestini erano un grave problema sociale.

Noi ci siamo chiesti come mai, se interessava tanto la salute della donna, non si sia cercato in nessun modo di rimuovere le cause che portano all'aborto che é doloroso per la donna.

Così abbiamo fatto delle ricerche per conto nostro sul web.

Ed ecco cosa abbiamo appreso: sembra che fin dall'Ottocento gli economisti ritenessero preoccupante l'incremento demografico perchè le risorse non sono infinite.

Intanto però, soprattutto all'inizio del Novecento, sia in Italia che in Cina ad esempio, servivano soldati e le donne venivano spinte a procreare.

All'inizio degli anni settanta si fecero degli studi.

Nel 1972 il Club di Roma, un'associazione che contava tra i suoi membri altissimi esponenti politici, economisti, ecc. commissionò un libro: "I limiti dello sviluppo" (cattiva traduzione per "i limiti della crescita").

Attraverso questi studi si stabilì che capitalismo e aumento demografico non andavano d'accordo.
Il modello consumistico promosso dalle multinazionali, avrebbe esaurito presto le risorse del pianeta per cui era necessario porre limiti all'aumento demografico.

Il Club di Roma raccomandava l'aborto di massa.

Bernard Nathanson racconta che, per evitare lo scontro con l'opinione pubblica, furono falsificati i sondaggi sul consenso alla legalizzazione dell'interruzione di gravidanza e si gonfiarono i dati relativi all'aborto clandestino.

Fu anche diffusa l'idea che fosse solo una parte dei cattolici a non essere d'accordo con quella legge.

La campagna abortista fu finanziata dai Rockfeller che investirono in cliniche abortive.

L'aborto divenne così legale.

Per quello che riguarda l'Italia, ci sono documenti redatti da persone che fecero "scuola" alla Bonino e che parlavano di sterilizzazione obbligatoria e limite di figli per coppia.

Nel 1979 intanto, un gruppo di sconosciuti commissionò le Georgia Guidestones, un monumento su cui molto si é discusso, sul quale si riportano delle linee guida tra cui:
1.Mantieni l'umanità sotto i 500 milioni in perenne equilibrio con la natura
2.Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità
3.Unisci l' Umanità con una nuova lingua viva

Le origini del monumento sono misteriose, ma é interessante notare che chi lo commissionò non di curò dei costi, a dimostrare che l'idea del controllo demografico era diffusa tra chi, possedendo risorse, poteva influenzare la politica.

Ma questa, forse, é una storia diversa.

In ogni caso, alla luce di quanto abbiamo riportato e secondo quanto dicono gli scritti di Nathanson, sembra che la mentalità abortista sia stata creata e promossa dalle élite per controllare la crescita demografica e arricchirle ulteriormene.

Alle multinazionali questo modello sociale, con le masse che vivono la sessualità liberamente, conviene.

Compriamo i loro anticoncezionali, le loro pillole, il Viagra, abortiamo nelle loro cliniche e così diventiamo i finanziatori delle politiche e delle misure per il controllo demografico.

E' scandaloso quanto accade in Cina da anni.

Le donne vengono sottoposte ad aborti forzati fino al nono mese, vengono tirate fuori dalle case dagli "impiegati statali" e i neonati vengono uccisi a calci.

E tutto nel silenzio, mentre la campagna abortista cinese é stata finanziata anche dall'Unione Europea guidata da Prodi.

E così mentre cerchiamo batteri su Marte, perchè quella é vita, ci hanno insegnato a non considerare vita gli embrioni umani.

Tutto quadra: é l'ennesimo trionfo del capitalismo sulle masse.

giovedì 10 giugno 2010

Le creme di Frankenstein

E' risaputo che le multinazionali si arricchiscono a spese di tutti, influenzano la politica, distruggono l'economia locale, le risorse del pianeta e purtroppo é praticamente impossibile boicottarle.

Così, nonostante le proteste, da tempo indossiamo abiti realizzati all'estero con l'etichetta "made in Italy" e mangiamo cibi OGM a nostra insaputa.

E se non é facile essere certi di quali sostanze vengano utilizzate per colorare gli abiti e di cosa finisca nei nostri piatti, ancora più difficile é sapere cosa ci venga iniettato come vaccino o cosa utilizziamo per rinvigorire la nostra pelle.

Ho letto un libro disponibile online e mi sono chiesta perchè siamo tanto turbati dall'Olocausto con i suoi esperimenti sugli esseri umani.

Probabilmente solo perchè é attribuibile a popoli nemici perchè gli esperimenti sugli esseri umani sono stati fatti anche su cittadini americani negli anni cinquanta e sessanta (i figli dello stato venivano nutriti con cereali radioattivi) e molto probabilmente si continuano a fare nel silenzio.

Ecco invece cosa dice il libro che ho letto di recente:

"Il 17 marzo 1996, una domenica, la televisione francese ha diffuso in rete nazionale un’emissione intitolata: “Gli embrioni umani sono utilizzati nel mondo”."

La stessa trasmissione precisava cosa accadeva dopo l'aborto a nascita parziale:

"Il medico perfora il cranio presso la nuca, vi introduce un tubo e gli aspira il cervello. Un momento prima che il cranio sia vuotato del suo contenuto, il corpicino smette di agitarsi. Finito di succhiare, il medico tira fuori il corpicino e lo smembra. Separa le parti negoziabili, specialmente il cervello, e le confeziona non dimenticando di menzionare la garanzia: “In stato di vita”."

Quindi, sempre secondo questo libro, i resti utilizzabili vengono selezionati e venduti a industrie farmaceutiche e di cosmetici oppure ad istituti di ricerca.
Nel duemila questo mercato fruttava già un miliardo di dollari americani.

"Certe cliniche consigliano la donna gravida di ritardare l’aborto. Fanno questo con lo scopo (non espresso) di ricevere bambini ben sviluppati, con organi funzionali, in perfette condizioni. "

"Il bimbo subirà uno di questi tre trattamenti :

Trattamento No 1 : Il piccolino verrà tagliato a pezzi appena il suo cuore avrà cessato di battere. Per far sì che il cuore del bambino cessi di battere è necessario che un’offesa mortale sia portata contro di lui. A seguito di tale offesa egli sarà sezionato per dar modo al medico abortitore di selezionare l’organo o gli organi che gli sono stati richiesti. Questi organi saranno eventualmente omogeneizzati con gli ultrasuoni, ed infine congelati. La spedizione si farà in cassa frigorifera, e tale cassa sarà accompagnata da un’etichetta che garantirà il prodotto con le parole: in stato di vita (Queste parole significano che il “prodotto” è stato prelevato dal seno materno “in stato di vita”).

Trattamento No 2 : Il piccolino sarà immerso vivo in un liquido ultra-refrigerato (Si pensi all’azoto liquido), ed il resto si farà come sopra descritto, spedizione compresa.

Trattamento No 3 : Il piccolino, che non ha nome, viene mantenuto in vita fino all’età di un anno o due, per poi essere soppresso. In che modo viene egli mantenuto in vita fino all’età di un anno o due? Facendolo vivere al riparo da ogni tipo di batteri, dentro una “campana sterile fatta di vetro”. In questo modo il suo organismo non contrarrà micro organismi e non genererà anticorpi, ed i suoi organi potranno essere utilizzati senza provocare crisi di rigetto. All’età convenuta, il bambino senza nome sarà “sacrificato” per i suoi organi divenuti ultra preziosi. In generale il medico che si occupa di mantenere in vita il piccolino dentro la campana di vetro non è quello che si occupa della chirurgia, ma un altro."

"C’è un settore sfruttato commercialmente che forse sorpassa gli altri per la sua estensione: quello delle pomate antirughe. Per dare ai laboratori la possibilità di confezionare queste pomate, le cliniche abortistiche procurano ai laboratori bio-estetici grassi, fegato, bile, timo, milza, placenta, tutte sostanze estratte da corpicini di sei mesi o più. Sia gli organi che i loro estratti possono essere conservati nel freddo “profondo”, poi stabilizzati, e quindi mescolati a pomate da mettere in vendita con la scritta “pomate rivitalizzanti per la pelle ed il seno”. Negli anni sessanta e settanta queste pomate erano vendute come dei composti fatti a base di “estratto di placenta”. La placenta è una cosa che dopo la nascita del bambino non ha più nessuna utilità, ma la dicitura “preparato a base di estratto di placenta” lasciava indovinare il vero contenuto di queste pomate, che con il moltiplicarsi degli aborti oggi diventano sempre più comuni. Questi fatti avvengono in quei sette paesi “ricchi e civilizzati” ai quali noi occidentali apparteniamo. Anche se gli aborti effettuati annualmente in questi paesi già si contano a milioni, ciò non basta. I nostri paesi occidentali importano da altri paesi, quelli in via di sviluppo, grosse quantità di estratti ottenuti con le tecniche abortive sopra descritte. E dato che noi occidentali siamo i titolari di suddette tecniche, questo ci permette di rivendere ovunque e con profitto i prodotti finiti."

Quindi il bambino il bambino in gestazione viene trasformato in un prodotto di consumo e le donne in campi di coltura della materia prima.
Una maniera di sfruttare le donne ed i loro figli, inventata dalla nostra “civilissima civiltà”.

Non so quanto sia datato questo testo, ma é solo di pochi anni fa la notizia che in Cina i cadaveri dei condannati a morte e i feti trovano diversi utilizzi tra cui l'industria cosmetica.

Ora dato che, per risparmiare, le aziende occidentali acquistano molte delle materie prime in Cina, cosa ci impedisce di pensare che in un mix di aromi naturali utilizzati da un'industria europea per realizzare creme e maschere per il viso non ci siano anche il tipo di prodotti cinesi citati sopra?

E chi ci da la sicurezza che in tutte le cliniche occidentali i rifiuti ospedalieri derivanti dagli aborti siano smaltiti sempre in modo diverso?

E' sempre di qualche anno fa la notizia che le industrie francesi acquistavano questo tipo di materie prime dalla Russia e da altri paesi (quali?).

Facendo altri tipi di ricerche, ho scoperto un libro commissionato nel 1972 dal Club di Roma, un'organizzazione composta da scienziati, economisti, uomini d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali, capi di stato.
Il libro afferma che il capitalismo e questo modello consumistico di società non sono conciliabili con l'aumento demografico.
Così il Club di Roma raccomandava l'aborto di massa.

Dunque non é un caso che in un momento di forte espansione come quello che si viveva negli anni settanta, fu sancito un "diritto" come quello di abortire.

Ecco quindi quali sono i nostri diritti e come vengono tutelati.

Il rispetto degli altri e del pianeta si sarebbe conciliato con lo sviluppo e la crescita demografica ma non ce l'hanno insegnato perchè "l'élite" non ne avrebbe tratto profitto.

Si é usato il petrolio, il nucleare e si sono cancellati dai libri i nomi di scienziati eminenti come Tesla a cui dobbiamo tutto ciò che utilizziamo oggi, perchè proponevano fonti di energia pulita, ma dalla quale non si poteva trarre profitto.

Così, nonostante ci abbiano convinti che uccidere i nostri figli é un diritto, questo modello di società continua a non conciliarsi con lo sviluppo sostenibile.


venerdì 4 giugno 2010

Quel senso di solitudine interiore

Oggi abbiamo ricevuto un'altra lettera di Lucia che ci ha scritto ancora per raccontarci un'altra storia, quella di "Rossella", una ragazza emarginata fin dall'infanzia per problemi familiari.

Rossella si é trovata a interrompere una gravidanza per compiacere il suo compagno, ma in seguito ha dovuto affrontare da sola le conseguenze di questo gesto.

Forse Rossella non é mai stata fisicamente sola, ma quella che leggerete é la storia di una ragazza che ha cercato in tutti i modi di farsi amare ed accettare e che nonostante questo, probabilmente non si é mai sentita né amata, né accettata, né compresa.

E' la storia di una ragazza che ha vissuto per molto tempo un senso di solitudine interiore.




Conoscevo Rossella fin da quando era bambina, la sua era una famiglia di quelle "difficili", di quelle che la società emargina.

Sia lei che i suoi fratelli furono ospiti di un'istituto di suore battistine che si occupava di minori in difficoltà sin dagli anni '50 (ora è diventata una struttura alberghiera gestita sempre dalle suore!).

Un giorno incontrai Rossella in un ambulatorio dove aveva appena fatto un prelievo e le chiesi come mai si fosse sottoposta a quelle analisi.

Rossella abbassò lo sguardo e inventò una scusa, poi mi raccontò di convivere con un giovane già separato che sapevo aveva avuto problemi di tossicodipendenza.

Scappò via subito e mi resi conto che le analisi nascondevano qualcos'altro.

Riuscii a sapere che aspettava un bambino e che voleva interrompere la gravidanza.

Una suora che la seguiva quando era in istituto fece in modo che noi volontarie potessimo avere un colloquio con lei.

Sembrava avere abbandonato la volontà di abortire, ma dopo qualche tempo, pose ugualmente fine alla vita del suo bimbo.

Tre giorni dopo l'intervento si presentò al centro di aiuto alla vita.

Era distrutta e diceva di volersi uccidere perchè non era stata capace di dire no al compagno e alla mamma di questi che volevano che abortisse.

Iniziò cosi il calvario di Rossella.

Ci cercava tutti i giorni per trovare conforto e noi la facevamo parlare con un sacerdote, con una psicologa, le volontarie non l'abbandonavano, e le trovarono un lavoro.

Nessuno l'accusò del suo gesto ma poco alla volta Rossella scivolò nell'anoressia perchè voleva distruggere quel corpo che le ricordava l'omicidio.

Passarono tre anni, Rossella perse anche il ciclo mestruale e la speranza di avere un'altra gravidanza.

Molto lentamente, con l'aiuto di Dio e con tanta fatica riucì ad uscire da quel tunnel e finalmente si scoprì di nuovo mamma.

Ora ha una splendida bambina di due anni e da tempo ha dato un nome, Angelo, anche al bimbo abortito.

Oggi, dopo avere elaborato quel lutto, riesce a testimoniare del suo vissuto.

martedì 1 giugno 2010

Mariella e Lucia: quando le belle parole non bastano

Pubblichiamo ancora una storia vera.


Questa testimonianza ci é stata inviata da una volontaria che ha operato per lungo tempo in un centro di aiuto alla vita in Calabria.


Il sostegno offerto in questo caso é andato molto oltre le belle parole.


Questa storia é un esempio grandissimo di solidarietà e la riportiamo come ci é pervenuta perchè nulla vada perso.


Come si comprende dal testo, presto riceveremo altre testimonianze da parte della stessa persona.



Ecco la prima storia, la prima in ordine di tempo, quella che ha segnato il cammino dell'associazione e della mia storia personale.


Eravamo proprio ai primi passi e li facevamo in ospedale, con la scusa di andare a salutare un'amica infermiera, una parente ricoverata.

Si andava al reparto maternità dove i bambini, oltre a farli nascere, li uccidevano con l'aborto.


Una mattina, salutando la suora che lavorava nel reparto veniamo informate, io e la mia amica Mariella - mamma di quattro figli a quel tempo perchè poi di figli ne ha lasciati cinque, morendo di cancro a soli 41 anni lo scorso 23 settembre - veniamo informate, dicevo, che una giovane donna con problemi psichiatrici conviveva da poche settimane con un ragazzo anch'esso con problemi, nel territorio della nostra parrocchia.


La suora è preoccupata e ci invita a cercarla e a prendere contatti con lei.


Uscendo dall'ospedale e tornando a casa, Mariella offre un passaggio in macchina ad una donna, scopre dopo pochi minuti che è la donna della quale ci aveva parlato la suora.


L'approccio è senza problemi: è la donna stessa che chiede di essere aiutata, stanno sistemando la già povera casa del ragazzo e hanno bisogno di tutto.


Nei giorni seguenti la donna, che chiameremo Sandra, viene in parrocchia diverse volte e una mattina confida a Mariella di essere incinta.


La informa anche che il bimbo vuole tenerlo e che ha smesso la terapia di ansiolitici e psicofarmaci che assumeva a causa della sua malattia.


Con Mariella l'accompagnamo in ospedale e l'incontro con il ginecologo è da shock: considerata la gravità delle patologie è meglio abortire!


Sandra rifiuta e noi la rassicuriamo: se vuole tenere il bimbo, potrà sempre contare sul nostro aiuto.


Iniziano cosi sette mesi di lavoro e impegno intenso: Sandra si rivela subito una persona malata, fragile con frequenti attacchi di panico, di giorno e di notte che sfibrano il suo compagno, i vicini di casa, i medici del pronto soccorso che lei chiama ripetutamente.


Solo i volontari del centro non mollano, anche se con ritmi stressanti e con orari assurdi sono sempre con lei per rassicurarla, consolarla, assisterla.


Si arriva cosi al quinto mese di gestazione.


Eravamo certe che, da quel periodo in poi, Sandra potesse prendere qualche calmante, ci eravamo messe in contatto con Il Telefono Rosso, una struttura del policlinico Gemelli di Roma che consiglia i farmaci che si possono assumere in gravidanza.


Ma una mattina, nel nostro solito giro in incognita troviamo Sandra, che era stata ricoverata nella notte, in lacrime in un lettino del reparto: non ce la fa più , ha deciso di interrompere la gravidanza e ha già firmato la condanna del suo bambino.


Restiamo in silenzio accanto a lei, non abbiamo più parole, cerchiamo solo di calmarla.


D'un tratto lei ci dice una frase che ci fa rizzare le orecchie: "Adesso mi addormentano, mi fanno il raschiamento e tutto sarà finito."


Tra le sue molteplici psicosi vi era quella del dolore fisico, per lei anche una puntura era un dramma.


Mariella aveva da poco conseguito il diploma di insegnante del metodo Billings e ben informata le risponde che non sarà così, le saranno dati dei farmaci per stimolare il parto, il bambino nascerà non con un cesareo e potrà anche nascere vivo e fatto morire senza dargli assistenza.


Sandra inizia ad urlare e a dire che non era stata informata di questo, un medico abortista arriva nella stanza è costretto a dirle la verità, nel frattempo ci accusa di incoraggiarla a portare avanti la gravidanza, siamo delle incoscienti perchè questa donna non sarà mai in grado di prendersi cura del figlio.


A quel punto Mariella dice: "Se non sarà capace lei ci sarà qualche altra mamma!" e aggiunge "Io ne ho quattro diventerà il quinto" e io "Io ne ho tre e diventerà il quarto!"


Il medico rimane di sasso, chiede per l'ultima volta a Sandra cosa vuole fare e lei risponde che non vuole uccidere il bambino vuole solo qualche calmante.


Su nostra iniziativa chiamiamo un medico del servizio psichiatrico che rassicura Sandra dicendole che certo che può prendere qualcosa, il bambino a quel punto della gestazione non avrà nessun danno.


Il medico abortista strappa con rabbia il certificato di morte del bimbo lanciandolo sul letto di Sandra.


Da quel momento le condizioni di Sandra non cambiano, purtroppo, cambiano però i medici del reparto di maternità: rifiutano i ricoveri frequenti che Sandra chiede perchè non sono problemi relativi al suo stato ma è malata psichiatrica, il reparto psichiatrico non la vuole ricoverare perchè è incinta..trascorrono cosi altri due mesi con ricoveri in strutture private e case-famiglia da dove però Sandra scappa di continuo.



Dopo un'ennesimo ricovero nell'ospedale del capoluogo di provincia, Sandra viene scaricata davanti al comune da un'autoambulanza: non la vuole nessuno!

Finalmente i servizi sociali dell'Asl che tante volte avevamo informato, ma avevano sempre scaricato sulle spalle dei volontari, prendono in mano la situazione (perchè costretti, diciamo noi) e Sandra viene ricoverata in una casa-famiglia che accoglie donne incinte con problemi di vario tipo.



Dopo due mesi, con parto cesareo nasce un bambino, sano e bello.

Appena nato la mamma pensa di darlo in adozione, lei è cosciente delle sue condizioni, ma le suore che l'avevano accolta le consigliano l'affido e lei a quel punto ci chiama e ci ricorda l'impegno preso quel giorno in ospedale quando il medico stracciò con rabbia il certificato per uccidere il bimbo.


Ci disse "Io desidero affidare il bambino ad una di voi due..".


Mariella aveva una bambina di due a anni e invece i mei erano più grandi, quindi dicemmo di accogliere noi il bimbo.


Passarono cinque mesi e mezzo dalla richiesta della mamma e il 13 marzo del 2000 Emmanuel entrò a far parte della nostra famiglia.


Per tre anni si fece di tutto affinchè i genitori, il papà l'aveva su nostro incoraggiamento riconosciuto, potessero avere una vita normale e riprendersi il bambino ma, nonostante una rete di aiuto non ci riuscirono e a quel punto il giudice lo dichiarò adottabile e io e mio marito (47 anni io e 57 lui), diventammo anche per la legge i genitori di Emmanuel perchè il giudice che seguiva la sua storia ci fece questo bellissimo dono di decidere che il bimbo restasse con noi (questo come sai non sempre è possibile).


Emmanuel conosce la sua storia, sa di una mamma che come dice lui "mi ha tenuto nel suo utero", è un bambino sensibile, intelligente, porta nel suo cuore la tristezza dei cinque mesi vissuti in casa-famiglia (5 mesi sono un'eternità per un neonato) ma oggi è tornato felice dalla festa con i compagni di scuola a conclusione del ciclo delle elementari e noi sogniamo per lui il più bel futuro.


Un giorno deciderà di andare a conoscere la mamma che lo ha generato e che, nonostante tutte le difficoltà che una società malata di morte le ha messo davanti ha deciso per la vita, a me che l'ho "generato nel cuore" il compito di preparargli questo incontro perchè purtroppo Sandra continua ad essere una persona molto malata, ma il Signore saprà come aiutarci.



Lucia e Mariella, volontarie di un centro di aiuto alla vita