giovedì 6 maggio 2010

Severino Antinori sugli effetti della RU486

"La RU486 alza il rischio di mortalità per le madri e aumenta i casi di infertibiltà. E' come un cappio al collo del feto e ci mette cinque giorni ad asfissiarlo Smettiamola di dire che la pillola Ru486 aumenta la libertà della donna. Aumenta soltanto la sua libertà a farsi del male. L’intervento tradizionale, in sala chirurgica, è infinitamente più sicuro, oltre che più veloce». Severino Antinori, ginecologo che non ha bisogno di presentazioni, presidente dell’Associazione mondiale di medicina riproduttiva, ma soprattutto uomo di grandi passioni, non ci sta proprio a ciò che ha sentito e che sente dire ogni giorno sulla pasticca abortiva. Ed è un fiume in piena, difficile da arginare. Lei parla di informazioni false, professore. «Chiamiamole con il loro vero nome, ovvero bugie». Come vuole. Ci fa degli esempi? «È innanzitutto una bugia diffondere l’illusione, magari nelle più giovani, che sia come bere un bicchiere d’acqua. Io ne avevo scritto già due anni fa, descrivendo gli effetti devastanti della Ru486, da indicibili nausee con vomito a pericolosissimi sanguinamenti, dal 30 per cento di possibilità di dover poi ricorrere a interventi di completamento dell’aborto a un rischio di infertilità del 15 per cento, da un’angoscia che dura cinque giorni al rischio di mortalità [.... tant'è vero che] in Paesi come Francia, o Australia, è quasi ormai vietata, per non dire della liberalissima Svezia."

1 commento:

  1. credo che come tutte le cose purtroppo si debba sbattere il naso contro le cose per capire...oramai il problema delle gravidanze indesiderate si pensa sia troppo facile risolverlo con l'aborto, immagina con una pillola che non ti prospetta neanche un intervento medico, così si sa.
    penso a quelle donne che la proveranno e mi chiedo se poi si snetissero di consigliarla ad altre donne.
    credo che solo l'esperienza personale e ce ne saranno molte, riporterà tutto alla verità.
    purtroppo sembra che essere concordi che la vita va salvata a priori, sia una eresia in confronto a ciò che è la libertà della donna. Ma è libertà non sapere a cosa si va incontro e magari dover pagare uno scotto per tutta la vita, per un errore che nessuno si preoccupa di divulgare la pericolosità?
    dico che la donna purtroppo la vedo più sola davanti a queste scelte, prendi una pillola e risolvi tutto, non metti neanche in crisi un medico a darti una mano.
    mi sembra semplicemente un modo per lavarsi le mani di un problema, da parte di quelle persone che dovrebbero invece informare, aiutare a prevenire e aiutare, piuttosto.
    invece diamo solo adito a chi ci speculerà economicamente di vincere una battaglia che noi sappiamo essere già persa.

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