lunedì 8 febbraio 2010

"La legge del più forte" pp. 36-37

Era Gennaio quando finalmente mi misero in braccio quel corpo leggero, avvolto in un panno blu, un fagottino roseo che apriva e chiudeva gli occhi che sembravano sapere tutto: era una bambina.
"Prendetela adesso" dissi, perchè tremavo per la fatica e per il dolore. Ma riuscii a tornare a letto sui miei piedi e poi me la attaccarono al seno e lei iniziò a succhiare stancamente, come facendo una fatica immane, ma con insistenza, beata.
Era bellissima.
L'accarezzavo passandole un dito sul viso delicato, seguendone la muscolatura e le fossette mentre lei socchiudeva gli occhi e poi li riapriva non appena il dito si staccava dalla pelle.
Al pensiero che qualcuno mi aveva consigliato di ucciderla, inorridivo ancora e la coccolavo come volendo accarezzare tutti i bambini, quei bambini che non erano stati amati, quelli ai quali l'infanzia era stata negata, quelli che le madri non avevano voluto, e che non c'erano più.
Se avessi interrotto la gravidanza, non me lo sarei mai perdonato, non sarei mai riuscita a giustificarmi, se l'avessi fatto, nessuno ascienziato al mondo sarebbe riuscito a convincermi che non avevo ucciso un essere umano: mia figlia.
Dopo qualche giorno tornammo al paese dove tutti ci aspettavano impazienti.
Appena scendemmo dalla macchina fummo circondati da gente che sorrideva e che si congratulava con noi.
E ben presto tutti la amarono e più di tutti mia madre. Adesso era orgogliosa di quella nipotina un po' nordica che piaceva a tutti: aveva i capelli scuri e gli occhi grandi e azzurri che lucevano sul viso roseo identici a quelli del padre, ma splendenti di una luce che in quelli mancava.
Nessuno ebbe difficoltà ad accettarla.
Ma tutto sommato dovetti cavarmela da sola e per la stanchezza spesso mi addormentavo con lei al seno e rischiavo di soffocarla, ma lei mi svegliava tirando la testa indietro e respirando forte. Mi stupiva il fatto che in un essere così piccolo, aveva solo pochi giorni, ci potesse esser un istinto di sopravvivenza così forte.

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