lunedì 8 febbraio 2010

"La legge del più forte" p.30

[...] "Da che mondo è mondo si abortisce, così come si uccide, ci si prostituisce.
A un certo punto però, gli uomini si sono resi conto che l'omicidio è un crimine, perchè ci sono delle verità assolute e non si può confondere il bene con il male, e così è intervenuta la legge.
Ma la legge, lo Stato, sono anche lo specchio della società che li ha voluti e che rappresentano.

[...] Il problema non è nella legge sull'aborto, ma nella società che ha bisogno di questa legge.
E' un po' com'è successo con gli schiavi: non venivano percepiti come esseri umani e venivano venduti, maltrattati, la loro vita non aveva alcun valore.

[...] Se tutti siamo stati degli embrioni, come si fa a non considerarli degli esseri umani?
Non si capisce proprio perchè la vita di un bambino così piccolo si ritenga meno importante."

"Te lo dico io: perchè non si sono mai difesi, perchè nessuno di loro ha mai potuto rivendicare i propri diritti e il proprio diritto alla vita [...] "
Poi sospirai e aggiunsi: "Viviamo in un mondo in cui ancora troppe colpe vengono espiate dai più deboli. E' un mondo civile questo?"
"L'uomo moderno non ha coscienza di se stesso [...]"

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