sabato 15 agosto 2015

“La leadership geniale in famiglia”: in che modo e perchè é importante reinventare i rapporti familiari.

  Qualche giorno fà, hanno attirato la mia attenzione i risultati di alcuni studi di fisica quantistica che sostengono che non é la realtà a creare la coscienza, ma la coscienza che crea la realtà e che quindi sopravvive alla morte del corpo.
Oggi non é dimostrabile con i nostri mezzi che la coscienza sopravviva o meno al corpo, ma é certo che essa é capace di creare in buona parte la realtà che viviamo con le parole, con le azioni, con il proprio modo di pensare.
Scienza e religione sembrano trovare sempre più argomenti in comune e non é un caso che già da duemila anni i Vangeli riportino frasi come: “Siano i vostri pensieri di bene in ogni tempo”, “Analizzate ogni cosa e ritenete il bene” e “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”.
Se quindi la nostra coscienza influenza la realtà e le persone che ci circondano, quale maggiore peso ha nei confronti di figli che dipendono fisicamente, emotivamente e psichicamente da noi?
Non penso di esagerare, né temo di ripetermi quando dico che il rapporto con i genitori, quello con la famiglia, sono alcuni dei pilastri che contribuiranno a sostenere l'edificio Vita di ogni individuo. Se sono deboli, tutta la struttura potrebbe cedere, se sono solidi e ben costruiti tutto sarà più stabile.
E oggi che i vecchi schemi non funzionano più, é più che mai necessario reinventare la famiglia ed essere genitori, ognuno per il proprio figlio. E' questo che spiega Sara Bassot nel suo e-book “La leadership geniale in famiglia”.
Potremmo allora pensare alla nostra famiglia come alla Apple e applicare alla vita familiare gli stessi principi che Steve Jobs applicò alla sua azienda:
  • Semplificare
  • Stabilire poche regole comprensibili e utili
  • Instillare nei collaboratori la convinzione di potere realizzare l'impossibile
  • Concepire la famiglia come un organismo in cui ogni organo ha una propria funzione e tutto coopera in modo armonioso
  • Sfruttare le capacità dei singoli componenti
E tutto potrebbe diventare un successo.
Sfidando la realtà Steve Jobs ha seguito le sue passioni e la sua creatività, é riuscito a esprimere il suo carattere nel lavoro nella stessa misura in cui per ognuno di noi é importante esprimere emozioni positive e negative in famiglia.
Come fece Jobs con i suoi dipendenti, anche noi dovremmo scoprire quale e quanta ricchezza c'é nei nostri figli e nelle persone che ci sono più vicine e imparare a valorizzare i loro talenti per il bene della nostra piccola comunità.
I nostri figli non devono essere oppressi pensando a loro come a un foglio bianco su cui scrivere quello che noi, pieni di pregiudizi e di condizionamenti riteniamo giusto. Dobbiamo considerarli come individui non stereotipati, dotati di capacità che ci sono sconosciute e che possono diventare una risorsa per se stessi e per le persone vicine. Ma come é possibile mettere tutti d'accordo?
Nel suo e-book Sara Bassot sottolinea come diventiamo creativi nella misura in cui riusciamo a staccarci dagli schemi.
Prima o poi, in un modo o nell'altro, la personalità di chi ci sta vicino viene fuori.
In futuro le persone che ci stanno accanto e soprattutto i nostri figli potrebbero essere individui felici di avere realizzato qualcosa che a loro interessava o persone eternamente insoddisfatte e arrabbiate con chi a loro é stato vicino per avere dovuto accettare passivamente di seguire un percorso di studi che a loro non interessava o di svolgere un'attività per compiacere altre persone.
L' e-book di Sara Bassot risponde bene a tutti i quesiti relativi alla vita familiare, si ha molto da apprendere da questo libro.
Io l'ho letto con piacere, forse perché condivido in buona parte il pensiero della scrittrice e mi piace il suo stile solare.
In tutti i suoi libri Sara Bassot riesce a infondere molto di se stessa. In modo aperto, comunicativo, ma essenziale quando é necessario, riesce a trasmettere molto del suo bagaglio culturale e soprattutto della sua esperienza concreta di donna e di madre.

La leadership geniale in famiglia” é un libro facile da consultare, un testo che tutti dovrebbero leggere perchè aiuta a considerare tutte le altre persone, e non solo i bambini, senza pregiudizi.



Maria Gangemi

“La leadership geniale in famiglia”: in che modo e perchè é importante reinventare i rapporti familiari.

  Qualche giorno fà, hanno attirato la mia attenzione i risultati di alcuni studi di fisica quantistica che sostengono che non é la realtà a creare la coscienza, ma la coscienza che crea la realtà e che quindi sopravvive alla morte del corpo.
Oggi non é dimostrabile con i nostri mezzi che la coscienza sopravviva o meno al corpo, ma é certo che essa é capace di creare in buona parte la realtà che viviamo con le parole, con le azioni, con il proprio modo di pensare.
Scienza e religione sembrano trovare sempre più argomenti in comune e non é un caso che già da duemila anni i Vangeli riportino frasi come: “Siano i vostri pensieri di bene in ogni tempo”, “Analizzate ogni cosa e ritenete il bene” e “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”.
Se quindi la nostra coscienza influenza la realtà e le persone che ci circondano, quale maggiore peso ha nei confronti di figli che dipendono fisicamente, emotivamente e psichicamente da noi?
Non penso di esagerare, né temo di ripetermi quando dico che il rapporto con i genitori, quello con la famiglia, sono alcuni dei pilastri che contribuiranno a sostenere l'edificio Vita di ogni individuo. Se sono deboli, tutta la struttura potrebbe cedere, se sono solidi e ben costruiti tutto sarà più stabile.
E oggi che i vecchi schemi non funzionano più, é più che mai necessario reinventare la famiglia ed essere genitori, ognuno per il proprio figlio. E' questo che spiega Sara Bassot nel suo e-book “La leadership geniale in famiglia”.
Potremmo allora pensare alla nostra famiglia come alla Apple e applicare alla vita familiare gli stessi principi che Steve Jobs applicò alla sua azienda:
  • Semplificare
  • Stabilire poche regole comprensibili e utili
  • Instillare nei collaboratori la convinzione di potere realizzare l'impossibile
  • Concepire la famiglia come un organismo in cui ogni organo ha una propria funzione e tutto coopera in modo armonioso
  • Sfruttare le capacità dei singoli componenti
E tutto potrebbe diventare un successo.
Sfidando la realtà Steve Jobs ha seguito le sue passioni e la sua creatività, é riuscito a esprimere il suo carattere nel lavoro nella stessa misura in cui per ognuno di noi é importante esprimere emozioni positive e negative in famiglia.
Come fece Jobs con i suoi dipendenti, anche noi dovremmo scoprire quale e quanta ricchezza c'é nei nostri figli e nelle persone che ci sono più vicine e imparare a valorizzare i loro talenti per il bene della nostra piccola comunità.
I nostri figli non devono essere oppressi pensando a loro come a un foglio bianco su cui scrivere quello che noi, pieni di pregiudizi e di condizionamenti riteniamo giusto. Dobbiamo considerarli come individui non stereotipati, dotati di capacità che ci sono sconosciute e che possono diventare una risorsa per se stessi e per le persone vicine. Ma come é possibile mettere tutti d'accordo?
Nel suo e-book Sara Bassot sottolinea come diventiamo creativi nella misura in cui riusciamo a staccarci dagli schemi.
Prima o poi, in un modo o nell'altro, la personalità di chi ci sta vicino viene fuori.
In futuro le persone che ci stanno accanto e soprattutto i nostri figli potrebbero essere individui felici di avere realizzato qualcosa che a loro interessava o persone eternamente insoddisfatte e arrabbiate con chi a loro é stato vicino per avere dovuto accettare passivamente di seguire un percorso di studi che a loro non interessava o di svolgere un'attività per compiacere altre persone.
L' e-book di Sara Bassot risponde bene a tutti i quesiti relativi alla vita familiare, si ha molto da apprendere da questo libro.
Io l'ho letto con piacere, forse perché condivido in buona parte il pensiero della scrittrice e mi piace il suo stile solare.
In tutti i suoi libri Sara Bassot riesce a infondere molto di se stessa. In modo aperto, comunicativo, ma essenziale quando é necessario, riesce a trasmettere molto del suo bagaglio culturale e soprattutto della sua esperienza concreta di donna e di madre.

La leadership geniale in famiglia” é un libro facile da consultare, un testo che tutti dovrebbero leggere perchè aiuta a considerare tutte le altre persone, e non solo i bambini, senza pregiudizi.



Maria Gangemi

mercoledì 11 marzo 2015

Una storia per il grande schermo: "Il Tribuno Pretoriano" di Pino Campo

Bella e appassionante la storia narrata in questo romanzo storico di Pino Campo, dove una folla di personaggi, animati da ideali diversi o da passioni molto terrene come la sete di potere, si muovono e interagiscono per perseguire i loro scopi o solo per proteggere le persone che amano; tessendo intanto una storia ricca di intrighi e di sorprese in cui aleggiano sempre suspense e sospetto, all'interno di quello che é un perfetto spaccato dell'epoca imperiale. Le vicende personali si intrecciano con la storia dell'impero senza il quale non avrebbero potuto essere.
A fare da filo conduttore al romanzo, due forze che in un certo senso sono simili e che nello stesso tempo si contrappongono: da una parte l'amore terreno, dall'altra la ricerca del trascendente. Da un lato c'é l'amore per una donna di nome Dacia, un sentimento tutto carnale che arriva al primo incontro “come un diretto allo stomaco” e che é soprattutto tormento, dall'altro la vocazione, una non ben definita chiamata pronunciata da una voce che si distingue da tutte le altre per il tono gioioso e determinato, che diventa sempre più chiara e acquista sempre più senso donando il riposo e che costituirà l'unico spiraglio di luce nel mondo corrotto che viene descritto.
La storia é quella del giovane e coraggioso lucano Livio Ventidio che, mosso dalla sete di conoscenza, si arruola nell'esercito imperiale e, distinguendosi per le sue abilità in combattimento, viene assoldato per uccidere Diocleziano. Per compiere la sua missione, dovrà affrontare un lungo e pericoloso viaggio in Oriente dove incontrerà Teodoro e Dacia: la vocazione e l'amore. Queste due forze torneranno di continuo in soccorso del protagonista nei momenti più bui del suo cammino, in particolare le parole del giovane Teodoro gli torneranno sempre in mente infondendogli coraggio nei momenti più difficili, come quando si accorge di essere spiato.
Nei primi capitoli la narrazione é un po' appesantita dall'abbondanza di fatti tratteggiati e dai dettagli storici, poi, a partire dal quattordicesimo capitolo il ritmo della narrazione si fa più intenso, gli intrighi si fanno più fitti e gli eventi delineati nei primi capitoli acquistano sempre più senso e prendono forma per compiere il lavoro abbozzato nelle prime pagine dallo scrittore.
Livio comprenderà sempre di più la sua vera missione dal momento in cui scamperà miracolosamente a un'imboscata e non gli verrà dato il colpo di grazia per mancanza di tempo. Attraverso le vicende e gli incontri, soprattutto quello con Ifesto, la vocazione troverà sempre più spazio nel cuore di Livio mentre pian piano l'amore terreno sembrerà affievolirsi. Nel romanzo però trionfano i sentimenti umani e terreni e la chiamata rimarrà solo una chiamata fino all'ultima pagina lasciando intravedere un compimento nel futuro.
Fin dall'inizio abbondano i dati storici, facendo trasparire il certosino lavoro di ricerca dell'autore che si concretizza nelle meticolose descrizioni dei luoghi, delle armature, del funzionamento di tutti gli aspetti della società dell'epoca, sia per quello che riguarda i costumi dei romani che per quanto concerne i barbari e soprattutto negli usi militari.
Interessante la descrizione dei personaggi femminili, che non vengono tratteggiati solo attraverso le caratteristiche fisiche, ma anche con la percezione dei sensi.
Tra gli episodi emergono per bellezza il toccante incontro di Dacia con il padre e soprattutto il momento in cui l'uomo recupera la memoria.
Questo libro costituisce un modo interessante per raccontare un personaggio e un periodo storico. Un romanzo consigliato a tutti, in particolare agli studenti, a chi ama accostarsi alla storia e al mondo classico senza noia e senza sentirlo troppo distante o solo a chi ama le storie intricate.
La domanda che sorge leggendo queste pagine é quale sia il prezzo che si é disposti a pagare per soddisfare la propria curiosità, visto che sono molti i soldati che, come il protagonista del romanzo, si arruolano per sete di conoscenza.
Tanta é la ricchezza di dettagli storici, così tanti i personaggi, le battaglie e gli eventi narrati, le storie che si intrecciano, che dal romanzo si potrebbe trarre una storia di successo per il grande schermo.

Maria Gangemi






venerdì 25 febbraio 2011

Stati Uniti sotto shock: nella clinica abortista bambini massacrati

Gli Stati Uniti sono sotto shock per una vicenda che riguarda ancora le cliniche abortiste. Sotto accusa è anche finito Kermit Gosnell, noto medico abortista di Philadelphia, specializzato in aborti tardivi da ben 30 anni, incriminato -assieme alla moglie e a nove suoi collaboratori- per la morte di una paziente, Karnamaya Mongar, e per aver ucciso sette bambini nati vivi nella sua clinica di salute, la Gosnell West Philadelphia Women’s Medical Society. La relazione della Grand Jury, reperibile qui,ha rilevato che i bambini sono stati fatti nascere per poi essere massacrati tagliando loro il midollo spinale con delle forbici. La crudeltà degli episodi ha spinto l’Arcidiocesi di Philadelphia ad intervenire dichiarando che: «Le ripetute azioni di Dr Gosnell e il suo staff sono ripugnanti e intrinsecamente malefiche nel loro disprezzo per la vita del nascituro e il benessere delle donne che hanno cercato i loro servizi. Siamo pronti ad assistere con servizi di supporto le donne che hanno subito questi aborti e siamo pronti ad offrire degna sepoltura ai bambini abortiti». Il procuratore distrettuale Seth Williams ha dichiarato in una nota che i bambini erano «vivi e in salute». Inoltre ha parlato della probabilità che centinaia di altri bambini siano morti nella clinica tra il 1979 e il 2010.
Williams ha anche aggiunto che nell’incursione dell’FBI, gli agenti hanno trovato, sparsi per tutta la clinica, dei vasi con piedi di bambini, contenitori come brocche di latte, recipienti per cibo dei gatti e sacchetti, contenenti feti abortiti. Mobili e pavimenti erano macchiati di sangue e urina. Molti membri del personale sono stati inoltre trovati privi di licenza. In un rapporto di 260 pagine, la grande giuria ha definito la clinica un «ossario per bambini». Il rapporto contiene vivide descrizioni delle procedure e foto dei bambini morti (o almeno dei loro resti). Come si è detto, la clinica abortista procurava frequentemente aborti a bambini di 24-32 settimane di gestazione, nonostante per le legge della Pennsylvania fosse vietato. Gli agenti dell’FBI hanno descritto la struttura abortista con termini come “deplorevole”, “sporca”, “disgustosa” e “insalubre, molto arretrata, orrenda”, si legge sempre nel rapporto. Un tanfo di urina riempiva l’aria mentre feci di gatto si trovavano sulle scale. I membri del personale (tra cul la moglie di Gosnell) sono accusati di omicidio, aborto illegale, cospirazione, racket, ostacolo dell’accusa, manomissione, ostruzione alla giustizia, furto con inganno, falsa testimonianza e corruzione di un minore. La giuria ha quindi proposto raccomandazioni per i governi statali e locali a prendere in considerazione la possibilità di modificare e disciplinare il lavoro all’interno delle cliniche abortiste.

http://www.nocensura.com/2011/02/stati-uniti-sotto-shock-nella-clinica.html


martedì 11 gennaio 2011

Studio dell'università di Torino: negli ultimi due mesi di gravidanza il feto percepisce le sagome

Nel grembo materno non è così buio perché penetra luce dall’esterno (soprattutto in estate e se la gestante indossa abiti leggeri) e il feto negli ultimi mesi di gravidanza può probabilmente cogliere con lo sguardo qualche dettaglio del suo primo “nido” e magari anche le sue manine e i suoi piedini, imparando i primi “rudimenti” di coordinazione visivo-motoria. È quanto emerso dallo studio di Marco Del Giudice del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.
«Ho misurato la quantità di luce che passa attraverso vari tessuti corporei (muscolo e grasso) e diversi tipi di vestiti - spiega Del Giudice - poi ho creato un semplice modello basato sullo spessore della pancia della madre e sulla presenza o meno di vestiti e visto quanta luce può penetrare in utero». Pubblicato sulla rivista Developmental Psychobiology, «è il primo studio a suggerire che ci possa essere esperienza visiva prima della nascita nell’uomo - dichiara Del Giudice - l’argomento non è mai stato studiato in dettaglio prima d’ora».
«Finora si pensava che l’ambiente uterino fosse troppo buio per permettere la visione», aggiunge Del Giudice, questo studio dimostra invece che di luce ne penetra a sufficienza per consentire al piccolo di vedere ciò che lo circonda. Gli occhi del feto maturano abbastanza tardi: prima le palpebre sono chiuse e “fuse” insieme; di solito iniziano ad aprirsi al sesto mese, spiega Del Giudice. «Verso il settimo mese i feti hanno la capacità di orientare lo sguardo e fissare un punto nello spazio - aggiunge il ricercatore - anche se questa abilità potrebbe essere già presente al sesto mese (studi hanno registrato l’attività cerebrale dei feti mentre si faceva passare un flash di luce attraverso la pancia della madre). Si può dire che tra il settimo e il nono mese i feti possono aprire gli occhi e sono capaci di dirigere lo sguardo verso degli oggetti».
Si sa anche che i feti sono miopi, continua il ricercatore, e che probabilmente vedono meglio quando la luce è scarsa.


http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20110111&ediz=20_CITTA&npag=13&file=C_308.xml&type=STANDARD